indice
  1. I. IL SOLĖ
  2. II. Ditirambi
  3. III. Ade e Persefone
  4. IV. Due creazioni
  5. V. Reading
  6. VI. Non Lieu

Ricerca

Lavoro con due discipline che si appartengono l'una all'altra: il suono, generato in modo acustico ed elettronico, e la poesia, che cerco in forma viva attraverso il corpo e nello spirito delle cose. Da due anni le due cose si incontrano anche nella canzone: scrivo canzoni e le canto accompagnandomi con la chitarra.

Mi è stato trasmesso un lungo lavoro di ricerca nella Performazione, o Poesia Oracolare: una pratica che vive l'estemporaneità come verità incarnata, usa il corpo e il gesto, la voce e la parola come strumenti della poesia, e fa del suono il luogo che scolpisce gli eventi.

Con la musica si crea il mondo; con la poesia, in gesto, parola e canto, lo si popola di creature ed eventi. Parto dall'improvvisazione e la porto verso la scrittura: testi a più voci, tracce, azioni che si possono ripetere senza perdere il respiro del momento.

Imusica

IL SOLĖ - Rumi - 37

2026composizione acusmatica per suono e voce8 min

Indagare la materia organica nella musica elettronica tramite l'elaborazione di registrazioni inedite.
I soggetti delle registrazioni sono naturali, umani e/o elementali.
La materia sonora viene poi manipolata e attratta verso la forma che l'autore immagina avere il suono sulla superficie del Sole.
Immersi in quell'esperienza incontriamo la voce del Poeta.

spazializzazione stereofonica

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IItesto e voce

Ditirambi

2023poesia estemporaneaestratto audio 4'55"

Evento a due voci: una interroga, l’altra risponde.
Atto poetico effimero. La registrazione e la successiva sbobinatura imprimono l’evento nella materia e lo rendono fruibile fuori dal suo tempo.

0:00 / 4:55

Non pensi che senza cancellare e rinnovare Non vi sia che un ammucchiamento di corpi Ibridi? Donne e Uomini Uomini con Uomini Donne con Donne, Con Uomini. Non senti che forse l'unica via sia strappare la sedia da sotto le gambe Quando un pendolo pensa di scomparire all'orizzonte? Oh sì, Ma noi beviamo i flussi del fiume! Noi beviamo flussi di donna Nel mese della sostanza. Non pensi che si debba accogliere la cenere, E far scivolare la cera? Oppure è l'uovo a schiudersi per colpa? Per colpa. Per Colpa. A chi mi hai affidato in mano? Senza sapere niente e senza che niente ti fosse chiesto. A chi hai pensato di nascondere il fermento? Oh ma È impossibile che si scantoni la pietra. È impossibile che tutti vengano a sapere, come hanno saputo gli altri, Che la via lunga, La via dritta, È piena di spine e pungiglioni. Inverosimile vero? Come un cestino che si scorda di contenere. Eppure costruire è facile. Eppure la salmastra veste che indossi non sembra poi così uguale. Non è dissotterrando le cavie Che porterai alla luce un nuovo serpente. E pensateci voi al serpente che arrotola le spine. Con la legge inferiore si possono costruire innumerevoli case Innumerevoli, lo giuro! Che crollano E fanno sapere a tutti di cosa sa la carta stampata. È evidente che sopra il muro Vada attaccata la stampa informe Di un uomo senza cappello e senza capelli. Essenza di un fraudolento giovedì mattina In cui giocavo ad imbrogliare bambini A furia di tenerli con le mani sollevate.

IIIdrammaturgia

Ade e Persefone

testo breve per musica e due voci

Dialogo tra luce e ombra adattando il mito di Persefone elaborato da Ghiannis Ritsos.
Studio per un evento breve.
Le battute si alternano come in una partitura e le indicazioni musicali sono drammaturgia tanto quanto il testo.

Ade

Davanti a voi una donna velata. Luce, denudante, inaccessibile; ogni tanto cambia e non fai in tempo a cambiare con lei. Forse perciò alla fine scegliamo l'ombra. L'oscurità è nera, lucida, inalterabile, senza sfumature. Ti evita lo sforzo di distinguere.

Persefone

Quando mi ghermì raccoglievamo fiori nel grande prato, io mi ero chinata su un fiore strano, somigliava a un narciso, mai visto. E all'improvviso vidi ergersi davanti ai miei occhi i suoi due cavalli neri. Io non ero più io. Lui mi sbucciava le melagrane con le mani. Lui è la grande certezza oscura, l'unica.

[ Musica: The Encounter ]

Persefone

Tienimi, lascia ch'io sia solo l'uno, o anche la metà; l'intera metà (quale che sia), non i due, non le parti separate e incongiungibili, giacché non mi rimane altro che essere l'incisione, cioè non essere solo una coltellata verticale e il dolore radicato.

Ade

Le tenevo il braccio intorno al fianco Lei fusa a prestarmi Paura come un dono Ti sbucciavo le melagrane con le mani e le mie dita diventavano ancora più nere. Tu svuotavi la mia pipa di coccio, ticchettando sulla pietra nera e lasciavi lampeggiare le scintille nell'Eterno.

Persefone

La terra ci inghiotte e ulula.

Ade

L'ombra è poco onesta amore mio, è comoda, distante solo mezzo passo. È me, con le mie mille curvature e increspature, è tutti i luoghi che nessuno ha visto mai e tutte le cose che non sono certe, che passano e non le senti. La tua materia è diversa, è molteplice, è un'incisione fatta a metà: non puoi dividere le parti, sono già separate da un antico, violento patto.

Persefone

Ti chiamavo Tenebroso per paura, e ora insieme sei stato battezzo: Certezza Invisibile.

[ Musica sfuma ]

Ade

È tempo di tornare.

IVvideo

Due creazioni a camera fissa

2026realizzate per questa candidatura

I due lavori sono stati eseguiti progressivamente: il primo è estratto da una sessione di improvvisazione poetica su musica, un flusso di esplorazione per voce i cui temi vengono ripresi nel secondo lavoro, un brano alla chitarra che assume personaggi, ambientazione e sfumature dall’improvvisazione e li elabora poi nella forma canzone.

Vvoce

Reading per Narhval, p. 52

2025lettura1'44"

Lettura di un brano da “Il Muro Torto” di Mario Picchi, pubblicato da Narhval, Roma. La voce come strumento: ritmo, pause, timbro.

0:00 / 1:44
VIcinema

Non Lieu

2023scena singolaesercizio di regia

«Se un non luogo si definisce come uno spazio in cui non è possibile leggere né le relazioni sociali né i simboli dell’identità collettiva non ci si può domandare se gli spazi di comunicazione non creino dei nuovi tipi di relazione e di identità?»
Esercizio di regia in forma di studio: scrittura, direzione e messa in scena interamente autoriali. Un’unica scena per indagare il rapporto tra drammaturgia, luce e visione.

Non Lieu 2023 · si apre su YouTube
+collaborazioni

Lavori condivisi

opere co-firmate

Nel 2022 ho fondato con Ortensia Sayre Macioci il duo performativo AARĀN, che lavora sulla video-arte installativa.
Lo stesso anno dirigo "DANZA", il corto di Sarah Paroletti in cui sono anche interprete e danzatore, successivamente distribuito sulla piattaforma UAM.TV.

§percorso

Percorso

  • 2026

    Elabora "IL SOLĖ - Rumi - 37", composizione acusmatica per suono e voce spazializzata in due versioni: stereofonica e ottofonica adattando il testo del mistico Jalal-ud-Din Rumi. Compone la sonorizzazione per la performance "RESPIRO" di Vittoria Faro, in scena il 2 maggio allo Spazio Recherche di Roma.

  • 2025–26

    Masterclass di musica elettronica a Tempo Reale (Villa Favard, Firenze) con Trevor Wishart, François Bayle, Dominic Thibault e Miriam Boucher: materia sonora e spazio, voce trasformata, sintesi concatenativa, suono e immagine.

  • 2025

    Inizia il triennio di Musica Elettronica al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Reading per Narhval Edizioni da "Il Muro Torto" di Mario Picchi, diffuso durante "Interspazi | Confluenze" (Schifa Lab, Atena Lucana).

  • 2024–26

    Scrive testi e li canta accompagnandosi alla chitarra: un lavoro cantautoriale che porta la scrittura poetica nella forma canzone.

  • 2024

    Attore e acting coach nel cortometraggio "Canto sordo dell'Albatro" di Lorenzo Merico, Roma.

  • 2023

    Autore e regista di "Non Lieu". Autore e interprete di "Ditirambi", poesia estemporanea a due voci. Autore e performer di "Doppio Elevato" a Spazio Rama, Roma.

  • 2022–24

    Tirocinante interno all'Accademia del Cineteatro di Roma: insegna training corporeo agli attori e assiste il direttore nel lavoro sul testo.

  • 2022

    Diploma triennale come attore, regista, performer e danzatore all'Accademia del Cineteatro di Roma. Fonda con Ortensia Sayre Macioci il duo AARĀN: "CARPE DIEM" è finalista al concorso ArtKeys ed esposta a NEXT, Paestum. Regista e danzatore nel corto "DANZA" di Sarah Paroletti.

  • 2021

    Scrive il testo poetico "Giostre", da cui nasce lo spettacolo di teatro-danza "Connessioni interrotte", dove è danzatore.

  • sempre

    Produzione di musica elettronica, chitarra classica e acustica e canto da autodidatta. Tecnico audio per eventi.

♪ascolti

Playlist

10 brani
  1. 01

    L’Ombra Della Luce · Franco Battiato
    Per l’altezza spirituale ed il mio profondo legame con la musica del Maestro.

  2. 02

    Existence: Life · Hafez Nazeri, Shahram Nazeri, Paul Neubauer, Matt Haimovitz, Glen Velez
    Per la risposta istantanea del mio corpo alla verità viscerale e struggente di queste voci.

  3. 03

    Liquid · Robot Koch
    Rappresenta per me un modello di ciò che la musica elettronica può dare.

  4. 04

    O Children · Nick Cave & The Bad Seeds
    Perché mi sorprende quanta Luce possa generare (come in questo brano) una creatura, per quanto evidentemente “notturna” come lo è Nick Cave.

  5. 05

    Anime Salve · Fabrizio De André
    Perché uno di quei brani che non puoi negare parlino a te, direttamente e per la sconfinata gratitudine a Fabrizio De André, il Poeta.

  6. 06

    Truth · Balmorhea
    Poesia in musica, intensità travolgente, ricordi condivisi.

  7. 07

    Làira · Daniela Pes
    Uno dei miei esempi preferiti in assoluto della relazione fra Elettronica e Voce, fra nuovo e antico, fra organico e virtuale.

  8. 08

    Maeva in Wonderland · Ibrahim Maalouf
    Per l’energia che esplode grandiosamente e per l’espansione che ne consegue.

  9. 09

    Od Ebra do Dunava · Barcelona Gipsy balKan Orchestra
    Perché in un’altra vita devo aver avuto sangue zingaro o non potrei spiegarmi l’effetto inebriante che questa musica mi fa.

  10. 10

    Il Poeta Di Corte · Angelo Branduardi
    Per l’unicità del suo lavoro, perché ce l’ho dentro da quando sono piccolo, perché amo la sua poesia.

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